Il Braccio di Ferro

Il Braccio di Ferro è uno sport “da contatto” (quindi paragonabile agli sport da combattimento) che sfrutta le braccia per scaricare la propria forza (principalmente della parte superiore del corpo) sulla mano e conseguentemente sul braccio dell’avversario.

Questo non vuole dire che sia uno sport brutale o da cerebrolesi fisicati.
Ci sono molti sport che pur praticati da autentici “mufloni” fisicati sono espressione di potenza forza, tecnica, tattica, velocità… alcuni di squadra, mi viene in mente il Rugby e altri individuali come per esempio il Sumo o alcuni sport da combattimento o arti marziali.

Inizio con lo spiegare che il braccio di ferro è praticato sia da maschi che da femmine, con entrambe le braccia e suddividendo gli atleti in cat. di peso; quindi anche un ragazzo di 55kg (cat. minima) ha la possibilità di misurarsi con i suoi pari.
Ci sono categorie di età oltre che di peso per cui si parte dai Junior (<18anni) per passare ai Senior (18-40) e ai Master (40-50) Grand Master (50-60) Senior Grand Master (+60anni) e disabili che gareggiano da seduti.
Ognuna di queste categorie sono suddivise in categorie di peso più o meno numerose e quella più dura (ovviamente) è la cat. Senior suddivisa in classi di peso che vanno da 55kg a 95kg (a step di 5kg) poi 100kg, 110kg e OVER110.
Come in molti sport minori i luoghi comuni su questo sono tantissimi, dal fatto che ci si faccia sempre male al fatto che sia uno sport “non per tutti”.
Per quello che riguarda la possibilità di praticarlo, le categorie di peso, età ecc…fanno si che TUTTI possano partecipare o mettersi in gioco.
Per gli infortuni invece… c’è da dire che da quando seguo questo sport ho visto diversi infortuni più o meno gravi ma stiamo parlando di un periodo che va dal 1993 ad oggi …. per cui non credo che l’incidenza degli infortuni possa gravare sulla sicurezza del nostro sport.

Come scritto sopra è uno sport per tutti che in alcuni paesi è praticato anche da ragazzini con meno di 14anni proprio perchè la preparazione è molto completa se fatta nel modo corretto; è ovvio che se ci si avvicina ad uno sport nel modo sbagliato si rischia sempre la propria salute quindi il braccio di ferro in questo non è differente da tutti gli altri sport.

Proseguo con il motivo per cui questo sport diventa una malattia…. ovvero il clima che si respira…
Nonostante al tavolo ci sia la rivalità tipica di uno sport da contatto, fra gli atleti c’è sempre molto RISPETTO che trasforma questa “cattiveria agonistica” in un clima gioviale e molto spesso in amicizia fuori dal tavolo.

Come si pratica

Non mi dilungo ne sulle tecniche ne sulle regole che non interessano sicuramente (almeno per ora) chi legge per la prima volte di questo sport, ma vi posso assicurare che fra tattica e tecnica ci sarebbe molto da scrivere.
L’unica cosa che posso dire per non risultare noioso è che si pratica SOLO su tavoli regolamentari per evitare gli infortuni e garantire la leggittimità degli incontri.
Il regolamento permette, dopo la partenza, movimenti di vario tipo, si può usare il corpo e il polso può essere piegato per sfruttare le proprie doti genetiche, di forza e tecniche.

In un match ci sono tante sfumature che all’occhio poco esperto sono veramente invisibili, che vanno dalla tecnica che ognuno preferisce, all’aspetto psicologico… purtroppo finchè non si appoggiano i gomiti sul tavolo non si possono neppure immaginare, si tratta di uno sport più “fine” di quello che si pensa.

Leggende

L’unica vera leggenda del nostro sport si chiama John Brzenk ed è l’unico che merita qualche parola in una presentazione del nostro sport….
Merita parlare di lui per la la forza, la capacità di battere avversari molto più grossi e a volte molto più forti di lui e anche per esser stato un vincente in questo sport per più di 25anni nonchè per la disponibilità e la gentilezza dimostrata sul tavolo e anche fuori verso gli avversari ed ai suoi fan.
John Brzenk incarna tutto quello che un armwrestler (chi pratica l’Armwrestling nome inglese del Braccio di Ferro) vorrebbe essere e nel documentario a lui dedicato (Pulling John) è spiegata la sua storia e a grandi linee quello che ha fatto per rendere popolare questo sport.

In Italia…

Ora passiamo al BdF italiano… Il BdF che conta a livello MONDIALE (W.A.F. World Armwrestling Federation) ha un solo ed UNICO REFERENTE ITALIANO ovvero la S.B.F.I.  (Sezione Braccio di Ferro Italia) con a capo il nostro Pres. Claudio Rizza.

Ovviamente non siamo il top mondiale anche se iniziamo a farci sentire in alcune categorie, spesso ci ritroviamo a dovere contrastare dei veri e propri campioni che provengono da paesi come quelli dell’Est europeo che hanno una grossa tradizione in questi tipi di sport.

A noi comunque non interessa, i nostri atleti si allenano meglio che possono per partecipare e fare la loro gara anche se contro campioni già dotati geneticamente più di noi non si può proprio fare nulla.

All’Estero…

I Paesi dell’EST Europa godono di una storia e di una vera e propria tradizione negli sport di forza e il divario tecnico e “tecnologico”, inteso anche come uso di “supplementi”,è veramente difficile da gestire quando nello sport che pratichi non ci sono i soldi per gli esami approfonditi.

Al mondo ci sono gare più o meno importanti, alcune (tipo mondiali ed europei) hanno il controllo antidoping anche se non troppo efficace (perchè esami più complessi costerebbero una follia); altre competizioni invece proprio non ce l’hanno.
I mondiali e gli europei sono veramente l’eccellenza mondiale del braccio di ferro e bellissime manifestazioni da vedere ma la gara in assoluto più spettacolare è la Nemiroff Cup che si tiene in Polonia (normalmente in Ottobre/Novembre) in cui la partecipazione è su invito e non c’è controllo.

Luoghi Comuni

Vorrei solo tentare di dissolvere tutta una serie di luoghi comuni e di inesattezze che questo sport si porta dietro da anni.

Il Braccio di Ferro non si fa “come una volta” cioè tenendo dritto il polso e non usando il peso del corpo; questo è uno dei primi miti del passato che deve cadere perchè così facendo si utilizza “solamente” la cuffia dei rotatori e quindi principalmente la muscolatura della spalla annullando di fatto eventuali doti che una persona potrebbe avere nella mano, polso, gomito…. insomma TUTTO IL BRACCIO.
Lasciando libertà a chi compie il gesto di fare pressochè ogni movimento, si da la possibilità di sopperire ai propri punti deboli con tecnica e velocità.
Questo a livelli medio bassi, perchè con il professionismo bisogna essere completi e dotati sia di forza che di tecnica e soprattutto di una velocità adeguata al proprio livello e alla tecnica adottata.

I match non sono assolutamente come quelli di Over The Top, lunghi e infiniti, al contrario durano in media dai 3 ai 5sec.

Over The Top è stato fatto ad arte ma al suo interno sono presenti vere e proprie leggende come lo stesso Brzenk o Allen Fisher o il gigantesco Cleve Dean da poco scomparso; questo film è stato realizzato partendo dalla reale vittoria di Brzenk (vinse veramente un Camion) in un torneo in cui partecipavano anche altri atleti affermati del mondo del braccio di ferro statunitense e mondiale.
Potete trovare l’articolo su Over The Top a questo indirizzo : http://www.bracciodiferrocesena.it/over-the-top-licona-del-braccio-di-ferro/

In Romagna

Il Braccio di Ferro Romagnolo invece nasce da una passione viscerale di un amico (Fabrizi Alessandro) che me l’ha trasmessa e dal 1993 io mi sono buttato ma non c’erano le informazioni che ora girano anche grazie alla rete per cui eravamo proprio allo sbando e non siamo riusciti a portare a casa mai un titolo ma qualche secondo posto a livello nazionale l’abbiamo guadagnato io e Andrea, il fratello di Alessandro.
Andrea era dotatissimo per questo sport anche se poi si è ritirato a favore delle arti marziali che tutt’ora pratica e  insegna.
Io ho avuto solo un momento di stop per problemi fisici ma non ho mai smesso di seguire lo sport anche se non frequentavo le gare mentre Alessandro si è sempre limitato ad allenare suo fratello finchè era in attività perchè alcuni infortuni non gli hanno permesso di esprimersi come voleva.
Le doti genetiche erano le stesse del fratello ma si sa che la vita riserva anche queste prove e bisogna sapersi accontentare.
Nel 1999/2000 Poco prima che io e Alessandro ci allontanassimo dallo sport per qualche anno, un ragazzo romagnolo ma di origini bergamasche, di nome Valentino Carrara ha continuato con la stessa passione che avevamo noi tempo prima e ha tenuto viva la pratica del BdF in Romagna nonostante la totale assenza di atleti e qualche anno dopo è riuscito a formare insieme ad Enrico Medri un gruppo di appassionati … “i Templari”, che avevano sede a Santa Maria Nuova di Bertinoro.
Quando sono tornato a seguire attivamente sia le gare che gli allenamenti il gruppo contava 5-6 ragazzi della zona più 2 ragazzi di SanSepolcro (Massimo Cesari e Aleksander Vladaj), le vittorie di Valentino e dei 2 toscani hanno tenuto insieme il gruppo e in occasione di una esibizione pubblica abbiamo conosciuto Silvia Tumedei che si è rivelata una autentico fenomeno in grado di battere anche parecchi ragazzi in allenamento e una sportiva al 100% con la passione di chi prima o poi arriva a risultati importanti che non sono tardati ad arrivare, infatti Silvia diventa campionessa italiana per qualche anno e corona la sua carriera con un 4° posto ai mondiali tenuti in Italia nel 2009.
Negli anni precedenti gli altri ragazzi si prendevano parecchie soddisfazioni, Valentino è stato Campione Italiano (braccio sx) e varie volte 2°classificato, ha partecipato al Mondiale in Egitto e ha collezionato una notevole quantità di podi in gare nazionali, Massimo e Aleksander non sono stati da meno, hanno partecipato a vari mondiali con buonissimi piazzamenti e sono pluri campioni italiani delle loro categorie.
Attualmente grazie ad un po’ di promozione il gruppo che seguo ha acquisito un po’ di nuovi atleti che si stanno formando e di tanto in tanto agli allenamenti settimanali arriva qualcuno nuovo che mi contatta grazie al sito internet www.bracciodiferrocesena.it e la cosa non è affatto male considerando il fatto che il braccio di ferro non è considerato uno sport, nonostante la massa ignori la nostra presenza la passione non è minimamente in calo tanto è vero che siamo sempre in cerca di nuovi talenti.
Ci piacerebbe richiamare l’attenzione delle persone, magari attraverso qualche manifestazione importante organizzata con la federazione proprio in zona e se tutto va come speriamo l’anno prossimo ci muoveremo in tal senso.

Alcuni di noi sono semplici appassionati e altri invece svolgono l’attività agonistica, nel mio caso sono Arbitro Federale e Referente SBFI per la Romagna; le competizioni e le spese fino ad oggi hanno sempre gravato sulle finanze di ognuno per la TOTALE assenza di sponsor e di interesse procurata da una TOTALE assenza di conoscenza di questo meraviglioso sport.
Tutte le gare importanti si svolgono in giro per l’Italia e all’estero per cui le trasferte sono sempre un problema.

Non ci abbattiamo per così poco e continuiamo ad allenarci meglio che si può per ben figurare nelle competizioni importanti e fare crescere anche gli atleti che si sono appena avvicinati al nostro sport.

Concludo

Chiudo questo lungo articolo sperando di avere aperto uno spiraglio su uno sport che non conosce nessuno e che purtroppo si ostina ad essere confuso con le sfide sui banconi dei bar.
In attesa che ulteriori piazzamenti illustri vengano raggiunti dai nostri ragazzi vi saluto e spero di non avervi annoiato.
Fabrizio Castellani
(338-3969335)